Attorno alla statua della Madonna, che la tradizione dice perduta nella distruzione di Celle da parte del Barbarossa si è creato un misterioso alone di leggenda. La leggenda popolare racconta che un contadino trofarellese appartenente alla antichissima famiglia Bertone stesse arando il suo campo nei pressi dei resti della antica chiesa. Ad un tratto i buoi aggiogati all’aratro si fermarono di botto e non vi era alcun verso di farli avanzare ne con le buone ne con le cattive. Deciso a continuare il proprio lavoro il nostro Bertone iniziò a scavare di fronte all’aratro per verificare quale ostacolo impedisse l’avanzare del medesimo e con sua grande sorpresa trovò una statua di una madonna nera che teneva in braccio il Bambino e che il vomere dell’aratro aveva scalfito in corrispondenza del cuore. I fedeli decisero di erigere un pilone accanto al campanile preesistente. Qualche anno più tardi venne edificata anche una chiesa, in sostituzione di quella distrutta dal Barbarossa. La chiesa che oggi noi vediamo non è probabilmente quella edificata nel 1600. Il campanile databile intorno al 1100 è la parte di maggior interesse dal punto di vista architettonico del Santuario. Particolare interessante che si può riscontrare mediante una attenta osservazione del medesimo è la presenza di una lettera “T” incisa sul montante di un archetto del lato nord. Si tratta del simbolo “TAU” avente significato penitenziale. (Notizie liberamente tratte dal volume “la Storia di un Paese – Truffarello/Trofarello Aut. ElioZenattie Maurizio Tomeo. 1995) |