Famiglia Vagnone
Conti di Celle; signori di Borgomaggiore, Caselette, Castella, Castelvecchio, Drosso, Guarene, Piobesi, Reano, Trofarello; consignori di Arignano, Bonavalle, Casalgrasso, Cavoretto, Giaveno, Marentino, Mombello, S. Martino, Vinovo.
Bandato d’argento e di verde, la seconda banda d’argento carica di una spada di rosso In antico i Signori di Truffarello non dipendevano da nessuna altra signoria e sebbene Chieri fosse già una potenza rispetto Moncalieri, quei Signori si sono dimostrati molto più propensi verso quest’ultimo borgo, a tal punto che nel 1223 essendo Moncalieri in guerra con Chieri, i Signori di Truffarello permettevano ai cittadini stessi di provvedere la fornitura di mezzi offensivi e difensivi del loro castello inoltre far buona guardia per meglio assicurare la difesa. La dinastia dei Vagnone divenne alquanto numerosa attorno al XVI secolo tanto da essere formata da ben otto stirpi. Notizie storiche ci indicano che già nel 1160 era signore di Truffarello un certoVagnone e poi nell’anno Federico II° in riconoscenza alla loro sperimentata fedeltà, fece donazione ai Signori di Revigliasco e Truffarello del Contado di Celle. La residenza dei Vagnone fu sin dall’inizio il castello che è dato come costruito nell’anno 1000. Nel fiorente periodo tra il 1300 e il 1400 il casato aumentò il suo potere economico e territoriale tanto da estendere la signoria su: Arignano, Bonavalle, Borgomaggiore, Casalgrasso, Casellette, Castella, Castelvecchio, Lavoretto, Celle, Drosso, Giaveno, Guarente, Marentino, Mombello, Piovesi, Reano, San Martino e Vinovo. Le personalità maggiormente rappresentative della famiglia oltre al Iohane, della cui tragica morte avvenuta nel 1524 raccontiamo in altro spazio, furono: - Umberto Vagnone Cavaliere di malta investito del titolo di feudo dall’imperatore Federivo il 21.3.1220
- Ludovico Ammiraglio di Rodi nel 1400
- Fra Giorgio Commendatore dei Cavalieri Gerosolimitani, il quale intervenne nell’elezione dei tre Gran Maestri dell’Ordine
- Givanni e Alessandro Cavalieri Gerosolimitani. Nel periodo dell’assedio di Malta dal 18 maggio all’8settembre del 1565 presero parte al combattimento contro i turchi. In tale circostanza Giovanni morì in combattimento
- Padre Valpredo Sacerdote dei predicatori. Nel 1417 si trovava a Savigliano segretario giurato della Santa Inquisizione
- Giovanni Scrisse la storia di Filippo II° di Savoia, detto “il senza terra” di cui giovanni fu maggiordomo di palazzo.
- Filippo Fu Cavaliere aurato, poeta, grande scudiero, consigliere di stato della casa Savoia e del duca Giovanni Carlo Amedeo. Ambasciatore presso diversi grandi Principi.
- Paolo Fu consigliere di stato, governatore di Ivrea, di Cuneo e di Vercelli. Nel 1553 fece costruire poderose fortificazioni nella zona di Cuneo.
- Carlo Drosso nel 1532 fu governatore di Mondovì.
- Antonio Nel 1531 fu generale delle monete di Sua Altezza.
- Padre Alfonso Celebre missionario Gesuita, fra i primi europei ad entrare in Cina
- Francesco Gerolamo Generoso benefattore. Feudatario del mulino di Gallè, concesse l’utilizzo gratuito dell’attività ai conduttori del cascinale fino al 1605.
- Mons. Giacinto Amedeo Vescovo di alba dal 1769 al 1777. Successivamente si trasferì a San Maurizio Torinese con le funzioni di Abate. Fu eccellente scrittore. A lui quindi il riconoscimento di aver descritto la storia della sua famiglia fino al 1800 circa.
- Francesco Penultimo Conte di Trofarello e Celle. Dottore in legge, ufficiale dell’esercito. Dedicò buona parte della sua esistenza a raccogliere le memorie del proprio Casato
(Notizie liberamente tratte dal volume “la Storia di un Paese – Truffarello/Trofarello Aut. ElioZenattie Maurizio Tomeo. 1995) Carlo Artuffo
Attore teatrale, nato ad Asti nel 1885 da umile famiglia (il padre esercitava il mestiere di materassaio), iniziò sin da giovane a calcare il palcoscenico nella città natale e nei dintorni. Nel contempo si esercitava nella pittura, dipingendo quadri raffiguranti “Madonne”. La sua improvvisa notorietà nel teatro avvenne per puro caso. Scoperto da Mario Casleggio, con lui costituì un binomio trionfale per il teatro torinese, fissando il centro operativo nel teatro Rossigni di Via Po, dove si esibì a lungo anche sua figlia Nina. Arruffo è soprattutto ricordato per la commedia dialettale: Trai suoi successi: i monologhi “Ij pompista del me pais” (I pompieri del mio paese) e “Dammi quella litra” (Dammi quella lettera). Carlo Arruffo, che trascorse un periodo della sua vita a Trofarello e morì nel 1958, scelse di essere sepolto proprio nel cimitero del nostro paese. A lui è stata dedicata una via del paese nel 1998. Cleo Balbo Naque a Torino il 13 aprile 1919. Sportiva fin da giovanissima, si dedicò con grande passione all’atletica. Campionessa italiana nel mezzofondo (800metri), la balbo conquistò il titolo italiano nel 1938 e 1939, battendo anche il record della specialità con il tempo di 7 minuti di 7 minuti e 32 secondi netti. In quell’epoca la Balbo correva per i colori della Venchi Unica. La nostra concittadina si dedicò anche alla scherma negli anni dal 1940 al 1943, per concludere poi la sua brillante carriera con un prestigioso terzo posto della squadra italiana di fioretto ai campionati mondiali di Lisbona. A seguito di breve malattia morì il 19 maggio 1984. In segno di riconoscenza per i numerosi successi, il Consiglio Comunale nel 1986 le dedicè un passaggio stradale e non è un caso se si tratta proprio di un collegamento tra il centro città e la struttura sportiva Vendemini. Filippo Chissotti detto Chiss Nato nel 1920 a Trofarello, si diplomò all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, alla scuola di scultura, avendo come maestri, tra gli altri, Giacomo Manzù e Marino Marini. Frequentò successivamente anche la facoltà universitaria di architettura. Inizia ad esporre continuativamente nell’immeddiato dopoguerra disegni a china alla galleria Faber, Torino, nel 1947. Nello stesso anno prende parte alla prima edizione de “Il Premio Torino” ed alla quadriennale d’arte di Torino. La figura umana quale soggetto di studio costituisce il “lei motiv” della ricerca di Chiss, come si evidenzia nelle scelte delle opere esposte nelle quadriennali di Torino degli anni ’51 ’55 ’64 ’68. Il tema della figura unito a soggetti del mondo animale e vegetale si intreccia con l’impiego di materiali eterogenei sondati nelle loro inedite qualità formali ed espressive. Ha realizzato, collaborando con numerosi architetti, opere di carattere monumentale a destinazione pubblica e privata, tra le quali la policroma “Il Giardino di levante” per un condominio di Torino. Insieme con il fratello Giovanni; decorazioni policrome per negozi, palazzi, uffici, sculture e bassorilievi di carattere sacro e di devozione religiosa, inseriti nel cimitero generale di Torino. Tra le opere di commemorazione per la Resisetenza e per la pace si ricordano: “Monumento ai caduti di tutte le guerre” nel 1968 a Bubbi (AT), “Monumento ai caduti” del 1975 a Cossano Belbo (AT) e a Forno di Coazze (TO) e nel 1990 il “Monumento ai caduti e alla pace” a Trofarello. Filippo Chiss è morto nel 1995 ed è sepolto a Trofarello. |