L’insediamento per cascinali sparsi costituisce la caratteristica costante di quest’area collinare. Giocò un ruolo importante la donazione di terre da parte di Carlo Magno all’Abbazzia di Novalesa fra l’801 e l’814 e all’Abate di Nonantola, suo alleato al tempo della guerra con Desiderio. Tali insediamenti avevano la funzione di bonificare il territorio spopolato e danneggiato dalle scorrerie dei saraceni e degli ungari. Oltre centro di cultura il monastero significa dissodamento di terreni, incremento della produzione, ripresa del mercato; attorno ai nuclei monastici si formano cosi nuovi centri abitati. Si è supposto quindi che all’origine dell’insediamento a Celle vi sia stata una “Cella” monastica e da qui sia originato il toponimo, cosa possibile ma non sicura. Altri autori ritengono che il nome derivi dal latino “Cella” con il valore di “luogo di raccolta dell’annona militare”, poi “deposito di frutti campestri”. (Notizie liberamente tratte dal volume “la Storia di un Paese – Truffarello/Trofarello Aut. ElioZenattie Maurizio Tomeo. 1995) |