Di forma quadrata con grosse torri agli angoli. Edificato per iniziativa del comune di Chieri a controllo del territorio oltre che dei vicini mulini e vie d'acqua. Nel documento del 1366 (riguardante l'obbligo di sorveglianza del territorio) viene citato come Riperiam; circonda il castello un gruppo di case coloniche; su un piccolo rialzo sorge la chiesetta dedicata a M. V. della Neve: Bosio 1884. Per la Piolatto, l'edificazione del castello sarebbe da ricollegare all'atto di vendita dei Romagnano che nel 1228 cedono al comune di Chieri la loro parte del "castrum de Cellis et receptum", documento che prevedeva la ricostruzione del castello di Celle. Al suo posto sarebbe stato edificato Rivera; post 1228 (torre centrale) e ante 1352 (corte). Pare certo che vi siano effettivamente due grosse fasi di edificazione, però è improbabile che il castello di Rivera sia stato considerato costruito "invece" di Celle, anche perché Rivera non verrà infeudato ai Romagnano ma direttamente dal Comune di Chieri ai Simeoni (Balbi, famiglia di nobiltà chierese, di cui compare lo stemma in una delle sale ora ridotte a deposito). Il castello compare sulla mappe settecentesche con una doppia cinta di mura (come ricetto) con fossato e acqua (ad es. sulla Mappa dell'architetto Vaj Michele, conservata presso L'Archivio Storico di Chieri, 164/31, datata 13 agosto 1786). La strada che vi conduce, su alcune mappe è detta "strada dei Laghi", forse per la presenza dei due fossati ancora parzialmente visibili nel '700. Il suo utilizzo come ricetto (castello-deposito) da parte degli abitanti della vicina borgata è ancora attestato in epoca recente (fonte orale locale). Benché molto degradato, l'edificio presenta parti intatte e di notevole pregio architettonico e storico. |